Un caso di comunicazione pubblica di Regione Toscana realizzato da Net7
Net7 al convegno “Help Line Crimini di Odio e Rete Territoriale Codice Rosa”
In occasione di un incontro promosso da Formas – Regione Toscana, dedicato alle buone pratiche nella comunicazione pubblica, Net7 è stata invitata a presentare uno dei progetti più significativi degli ultimi anni: la campagna “Io non odio”, promossa da Regione Toscana contro l’hate speech. Il 12 novembre 2025, nella splendida cornice di Villa La Quiete (Firenze), si terrà il convegno organizzato dalla Regione Toscana e da FORMAS:
“Help Line Crimini di Odio e Rete Territoriale Codice Rosa: confronto e scambio”. L’evento, rivolto a operatori sanitari, psicologi e professionisti della rete Codice Rosa, ha l’obiettivo di rafforzare gli strumenti e le competenze nella gestione dei casi di discriminazione e crimini d’odio. Tra i relatori figurano rappresentanti istituzionali, esperti in psicologia, giuristi, attivisti e professionisti della comunicazione.
Il contributo di Net7: raccontare la campagna “Io non Odio”
Durante la sessione inaugurale (ore 10:00 – 10:15), Simone Grasso e Valerio Lo Bello presenteranno la campagna “Io non Odio”, raccontando il percorso creativo e strategico che ha portato alla sua realizzazione.
L’intervento si concentrerà su tre assi fondamentali:
- Strategia di comunicazione etica: come costruire messaggi sensibili e rispettosi in contesti di fragilità sociale.
- Design inclusivo: la scelta dei linguaggi visivi e verbali che parlano a tutti, senza escludere nessuno.
- Valore pubblico della comunicazione: perché le campagne sociali devono essere parte integrante delle politiche pubbliche di prevenzione.
Questa partecipazione rappresenta per Net7 un riconoscimento importante del suo impegno nel campo della comunicazione sociale e istituzionale.
La partecipazione al convegno “Help Line Crimini di Odio e Rete Territoriale Codice Rosa” conferma la vocazione di Net7 come partner strategico per la comunicazione pubblica e sociale.
Il lavoro del team — composto da strategist, designer, sviluppatori e comunicatori — si fonda su tre principi:
- Etica e trasparenza: la comunicazione deve essere sempre rispettosa e basata su dati reali.
- Creatività consapevole: ogni scelta estetica deve rispondere a una finalità sociale concreta.
- Collaborazione interdisciplinare: le campagne nascono dal dialogo tra professionisti della comunicazione, istituzioni, psicologi e operatori sociali.
Questa sinergia è ciò che rende progetti come “Io non Odio” veri esempi di comunicazione d’impatto.
Il contesto: perché una campagna contro l’odio
Secondo l’OSCE – Hate Crime Report, nel 2023 in Italia sono stati registrati oltre 1.100 reati motivati da odio.
Un numero che rappresenta solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più esteso, spesso sommerso, fatto di parole, atteggiamenti e discriminazioni che non arrivano alle cronache ma che lasciano segni profondi.
Regione Toscana ha scelto di agire non con una campagna di denuncia, ma con una campagna di responsabilità, capace di trasformare un messaggio negativo in una scelta positiva:
“Non basta non odiare. Bisogna scegliere di non farlo.”
Da questa intuizione nasce “Io non odio”: un progetto di comunicazione pubblica che invita a prendere posizione, trasformando un gesto privato in un atto collettivo.
L’obiettivo: rendere la comunicazione pubblica più umana
Quando Net7 è stata coinvolta, la sfida era chiara: costruire una campagna istituzionale ma empatica, capace di parlare a tutti — cittadini, studenti, operatori, amministrazioni — senza scivolare nel tono moralistico o distante.
Abbiamo definito tre parole chiave che hanno guidato tutto il progetto:
- Credibilità, per radicare il messaggio in un problema reale e verificabile;
- Empatia, per parlare con le persone e non alle persone;
- Contemporaneità, per utilizzare linguaggi e canali in grado di raggiungere anche le generazioni più giovani.
L’obiettivo era far sì che il messaggio diventasse un gesto di appartenenza: chi dice “Io non odio” si riconosce in una comunità che sceglie il rispetto come valore condiviso.
Il concept creativo: una frase che diventa manifesto
L’idea creativa nasce da una riflessione semplice ma potente:
“L’odio è rumoroso. Il rispetto fa silenzio.”
Da qui la scelta di costruire una campagna minimalista, diretta e partecipativa, in cui la forza non è nel tono aggressivo, ma nella calma della consapevolezza.
Il claim “Io non odio” è stato trattato come una dichiarazione personale, non come uno slogan imposto.
Ognuno può pronunciarlo, scriverlo, condividerlo. È un messaggio universale, che invita a farsi parte attiva del cambiamento.
A livello visivo, la campagna ha scelto:
- colori forti (rosso, bianco e nero) per un impatto immediato;
- tipografia essenziale e leggibile;
- ampi spazi vuoti, per restituire respiro e significato al silenzio.
La parola è diventata il vero soggetto della comunicazione.
Come spiegano Simone Grasso, Strategist & Marketing Executive di Net7, e Valerio Lo Bello, Partner & Art Director, il lavoro dietro “Io non Odio” ha richiesto un approccio integrato tra ricerca sociale, strategia comunicativa e design empatico.
«La comunicazione – sottolinea Grasso – deve farsi carico della responsabilità di rappresentare le persone, non le categorie. In un tema delicato come l’odio, ogni parola e ogni immagine contano.»
«Abbiamo voluto creare – aggiunge Lo Bello – un linguaggio visivo che non semplificasse il dolore, ma lo trasformasse in consapevolezza. L’odio non si cancella, si supera insieme.»
Il risultato è una campagna che parla ai cittadini, alle istituzioni e agli operatori del sociale, offrendo strumenti concreti di riflessione e dialogo.
Conclusione: trasformare la comunicazione in impegno civile
Il percorso di Net7 nella comunicazione sociale non si limita alla progettazione di campagne. È un cammino di responsabilità.
Ogni progetto, ogni visual, ogni parola rappresentano un atto di fiducia nel potere positivo della comunicazione.
Partecipare al convegno del 12 novembre 2025 è, per Net7, non solo un momento di condivisione, ma anche un’occasione per riaffermare la propria visione:
comunicare significa prendersi cura delle persone, dei territori e dei valori che ci uniscono.